di Matteo Astolfi | 10 Giu, 2026 | Il mondo del Vino, News
Evento BNI: un invito agli imprenditori che vogliono creare connessioni di valore
Ci sono contesti in cui il valore di un’attività non si racconta solo con le parole, ma attraverso le relazioni che si costruiscono.
È da questa visione che nasce la partecipazione di Matteo Astolfi, titolare de La Botega del Vin, a BNI, una delle realtà di business networking più strutturate e diffuse a livello internazionale.
Crescere attraverso le relazioni
Far parte di BNI Italia significa entrare in un network di imprenditori che condividono un obiettivo concreto: far crescere la propria attività attraverso connessioni autentiche e referenze di qualità.
Ogni impresa ha bisogno di nuove opportunità, nuovi clienti e nuove relazioni.
BNI offre un sistema organizzato di referral marketing che permette di generare valore reale partendo dalla fiducia tra professionisti.
In questo contesto, Matteo porterà la sua esperienza con un intervento dal titolo:
“Dalla bottega al calice: come leggere l’eccellenza in un sorso”
Un momento che va oltre la semplice degustazione, pensato per raccontare come riconoscere la qualità, interpretare un prodotto e trasformarlo in esperienza.
Un’occasione aperta agli imprenditori
Il Capitolo 434° di giovedì 7 maggio rappresenta un’opportunità concreta per:
- far conoscere la propria attività
- entrare in contatto con altri imprenditori
- scoprire nuove possibilità di collaborazione
L’invito è rivolto in particolare a:
- imprenditori che realizzano omaggi aziendali (in vista del periodo natalizio)
- professionisti del settore alberghiero
- appassionati e amanti del buon vino
Informazioni sull’evento
Data: Giovedì 7 maggio 2026
Orario: 19:00
Location: Villa Ca’ Nova (registrazione tramite BNI Connect)
Quota di partecipazione: €25 (meeting + brunch)
Save the date.
di Matteo Astolfi | 22 Lug, 2020 | Il mondo del Vino, News
Fontezoppa, vini autoctoni delle Marche.
La cantina Fontezoppa è stata per me una grande scoperta, degustata assieme all'amico Michele Mariotti ho deciso di inserirla nei miei scaffali.
Vernaccia di serrapetrona docg in versione dolce e secca, Joco doc (pecorino 100%), Jajà igt (passerina 100%), Ribona doc (Maceratino 100%) , Frapiccì igt (Pinot Nero80% - Vernaccia Nera 20% ), Pepato doc ( Vernaccia Nera 100%) e Carapeto igt ( Cabernet Sauvignon 100%) sono le etichette che ho sceltro della cantina Fontezoppa.
Le puoi trovare nel nostro Shop
Siamo a Civitanova Marche,
Fontezoppa è il nome di un’antica fonte d’acqua che sgorgava laddove oggi si rincorrono i filari delle vigne.
Tutto nelle Marche ha un nome, valli, fossati, campi e vicoli; segno del passaggio dell’uomo e di un intenso rapporto con la terra. Proprio dalla terra occorre partire per raccontare la storia delle Cantine Fontezoppa.
Una varietà di vitigni consegnata a mani esperte e tecniche antiche incontra qui la generosità del terreno e la bontà dell’aria. Ne risulta un vino dalla forte personalità, prodotto tra colline verdi che guardano ora al mare, ora ai monti.
A Civitanova Alta e a Serrapetrona si è trovato il giusto equilibrio tra condizioni climatiche e ricchezza del terreno, è quindi nello spazio compreso tra il Mare Adriatico e i Monti Azzurri che le Cantine Fontezoppa coltivano e maturano i loro vini migliori.
I luoghi non possono mai fare a meno della storia e così questa terra è stata scelta per il carico di tradizione, di passione, di sapienza che la contraddistingue.
Quella del vino è un’arte antica, che richiede conoscenze e tecniche consolidate, esige tempo e cura. Sangiovese, Merlot, Cabernet, ma anche Maceratino (Ribona), Incrocio Bruni, Pecorino, Passerina sono i vitigni impiantati intorno a Civitanova Alta, sotto l’influsso benefico del mare.
Vernaccia Secca Spumante
Vernaccia Dolce Spumante
Pepato
Frapiccì
Ribona
Jòco
Jajà
Carapetto
Tratto dal sito ufficiale della cantina FONTEZOPPA
Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG
di Matteo Astolfi | 16 Lug, 2020 | Il mondo del Vino
In questi giorni abbiamo arricchito la nostra frigo vetrina con gli spumanti della cantina Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG.
Immancabile il Valdobbiadene Millesimato Dry , un vino elegante, intenso, fruttato con note floreali, nel formato classico da 0,75l e in versione magnum da 1,5l.
Nuovo arrivo è il Valdobbiadene Extra Dry Cuvée 13 ottenuto dalla selezione di 13 vigne, è un Valdobbiadene DOCG Extra Dry, con residuo zuccherino di 13g/l, che però nel contempo mantiene linee asciutte, ottimo aperitivo, ideale per accompagnare primi piatti di pesce o di verdura.
Incuriosisce il Valdobbiadene Extra Brut Cuvée 5 ottenuto dalla selezione di 5 vigne. È un Valdobbiadene DOCG Extra Brut, con un residuo zuccherino di 5g/l, che nonostante ciò riesce ugualmente a conservare espressioni rotonde.
Dal 2012 al termine di un progetto ambizioso, nasce come sfida la prima bottiglia senza zuccheri residui della DOCG il Valdobbiadene Extra Brut Ø che proviene dalle colline più favorevolmente esposte della vocata zona di Valdobbiadene è un vino assolutamente secco, ma ugualmente vellutato e rotondo, fruttato e floreale, è un ottimo aperitivo, perfetto per accompagnare conchiglie e crostacei.
All’interno delle confezioni di bottiglie troviamo la breve precisazione che vi riporto per spiegare perché Col Vetoraz solo “Valdobbiadene docg”:
Le colline che si estendono tra Valdobbiadene e Conegliano, da più di ottocento anni ospitano la coltivazione della vite.
La storia di un vino, soprattutto se di origine antica, è intimamente legata non solo alla terra che lo produce, ma anche agli uomini e alle donne che con esso sono cresciuti. Terra, clima, vino usi, costumi tradizioni: questo, nel suo insieme, è il vero significato di “terroir”.
Le colline di Valdobbiadene e Conegliano sono state aggraziate dal lavoro modellante dell’uomo, che nel corso dei secoli ha saputo disegnare la tessitura di un paesaggio incantato. Sono colline dall’aspetto leggiadro da cui si ottengono vini gentili.
Una storia secolare che improvvisamente nel 2009, ha ricevuto uno scossone. Per una scelta esclusivamente di politica economica, prosecco non è più la vite che da ottocento anni ha trovato dimora ideale su queste colline, ma è diventata una denominazione estesasu 9 province tra Veneto e Friuli. Territori privi di storia, dove la coltivazione della vite non è tramandata di generazione in generazione dalla sapienza dei vecchi, ma ha assunto una visione principalmente industriale.
Tutto ciò ha generato una situazione caotica, dove la semplice distinzione tra “prosecco” (vino prodotto nei territori creati nel recent 2009) e “prosecco superiore” (vino prodotto nelle colline storiche di Valdobbiadene e Conegliano) non è sufficiente per trasmettere una precisa identità.
Oggi la parola prosecco è diventata generalizzante, con il rischio reale di banalizzare e cancellare la secolare storia e vocazione delle colline di Valdobbiadene e Conegliano. Per questo riteniamo che sia fondamentale iniziare una comunicazione diversa, dove l’identità territoriale sia fortemente presente e non confondibile.
Col Vetoraz, dalla vendemmia 2017 ha deciso di togliere la parola prosecco da tutte le etichette e da tutta la comunicazione, utilizzando solo la denominazione “Valdobbiadene docg”, essendo questa l’unica e vera identità territoriale.
Io personalmente appoggio questa decisione!
Vuoi acquistare il Col Vetoraz vai allo Shop
Link consigliati:
Pizza e prosecco
E’ arrivato il prosecco Val d’Oca
di Matteo Astolfi | 16 Mag, 2020 | News
Salta la fila!
Cambiano le nostre abitudini e anche il noi qui in negozio aggiungiamo servizi, se vuoi possiamo mettere a “in fresca” il Tuo vino, basta una telefonata ci indichi l’etichetta che vuoi portarti a casa e noi la mettiamo in frigo!
I nostri vini sfusi Rossi fermi: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Refosco, Pinot Nero, Malbech, Raboso
I nostri vini Bianchi fermi: Glera, Terre Bianche, Custoza, Tamburino, Veruzzo, Traminer Aromatico, Malvasia
I nostri Vini frizzanti: Gaio, rabosetto, rabosello, raggio verde, rosso mantovano
I nostri bag in Box: Merlot, Cabernet franc, refosco dal peduncolo rosso, sottobosco, fantasie d’autunno, chardonnay, pinot bianco, verduzzo, treminer friulano,
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Consegne a domicilio a Lendinara
Perchè non Parliamo di Birra
di Matteo Astolfi | 1 Feb, 2020 | Il mondo del Vino
PERCHÉ LE BOTTIGLIE DI VINO PIÙ DIFFUSE SONO DA 0.75 L
In primis si pensa che gli antichi soffiatori riuscissero a soffiare una bottiglia di questa dimensione con un unico soffio.
Secondo ma ugualmente importante è l’unità di misura inglese cioè il gallone, nei tempi passati una cassa di vino conteneva 2 galloni che equivalgono a 9 litri, una cassa quindi conteneva 12 bottiglie. 9 litri diviso 12 bottiglie risulta 0,75l.
Ecco svelato perchè le bottiglie di vino sono da o.75 l
Distilleria Marzadro Nelle Aziende di grappa si usa la bottiglia da 0,70.
Vetro soffiato di Murano
PerfectDraft, il sistema domestico di erogazione della birra
Consegne a domicilio a Lendinara