Rivivere la serata di Degusta in Botega: Gin

Rivivere la serata di Degusta in Botega: Gin

Una serata tra botaniche e distillati: gin in degustazione alla Botega del Vin

Venerdì sera, Lendinara ha ospitato una degustazione dedicata al gin. Sei etichette, un pubblico curioso e tante storie da raccontare.

Cos’è una degustazione di gin?

Il gin è uno spirito a base di cereali aromatizzato con bacche di ginepro e altre botaniche. Ogni produttore sceglie le proprie: da fiori a resine, da pepe rosa a muschio di quercia. Una degustazione guidata permette di confrontare stili diversi fianco a fianco. Si parte dal naso, si passa al palato, si valuta il finale. Niente di complicato, tanta curiosità.

I gin della serata

Sei etichette in totale. La prima parte è stata dedicata ai gin di Rinaldi, produttore italiano di spiriti. La seconda ha aperto su tre gin internazionali.

Gin Rinaldi — la produzione italiana

Rinaldi è un produttore specializzato in distillati. I tre gin presentati fanno parte della linea Gin Me, ognuno con un carattere botanico preciso.

Etichetta Carattere principale
Gin Me Smoked Affumicato, note tostate e profonde. Un gin insolito, da scoprire lentamente.
Gin Me Pink Pepper Protagonista il pepe rosa. Speziato, vivace, con un finale caldo e persistente.
Gin Me Patchouli L’olio di patchouli dona una nota terrosa e resinosa, inaspettata e intrigante.

Gin internazionali — tre etichette dal mondo

Nella seconda parte la Botega del Vin ha aperto bottiglie di respiro internazionale. Tre distillati con origini e stili molto diversi tra loro.

Etichetta Origine Carattere principale
San Ana Gin Messico Fresco, agrumato, con una personalità latina e botaniche locali.
Raasay Scozia (Isola di Raasay) Elegante, con sentori marini e torbati tipici delle Highlands.
Royal Windsor Gin Inghilterra Stile London Dry classico, raffinato. Ginepro in primo piano.
Come si è svolta la serata

Il format è quello classico delle degustazioni guidate. Si procede dal gin più delicato al più complesso. Ogni etichetta viene presentata: origine, botaniche principali, stile di produzione.

Poi si assaggia. Prima al naturale, poi con ghiaccio o acqua tonica, a seconda del gin. Si discute, ci si confronta.

La Botega del Vin di Lendinara è uno dei punti di riferimento locali per chi cerca etichette ricercate. Serate come questa sono occasioni rare per avvicinarsi al mondo dei distillati con guida esperta e in un contesto informale.

Cosa resta di una serata così

Non solo il ricordo di sei gin assaggiati. Rimane la curiosità per un prodotto spesso sottovalutato. Il gin non è solo tonica e limone. Ha radici storiche profonde, tecniche di distillazione complesse e una varietà di stili che pochi spiriti possono vantare.

Serate come quella di venerdì servono proprio a questo: avvicinarsi, capire, apprezzare.

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Autunno: vini grappe whisky rum…

Autunno: vini grappe whisky rum…

Quando arriva l’ autunno: vini grappe whisky rum ci tornano in mente, al calduccio della propria abitazione sorseggiare un alcolico o superalcolico è un piacere!

Ecco quindi il dilemma: vino da meditazione? Grappa bianca o barricata? Un buon whisky torbato? Un rum?

Ad ognuno il suo! Tra i prodotti che apprezzo di più sicuramente Most con le  varie acquavite d’uva sta ai primi posti, apprezzo molto anche le grappe della Distilleria Marzadro.

Degustare la grappa non significa semplicemente deglutire una bevanda alcolica: si tratta di compiere un piccolo grande rito fatto di lentezza, godimento e ricerca di sensazioni positive.Per rendere quest’esperienza ancora più piacevole e memorabile, bisogna rispettare alcune semplici regole di degustazione: la grappa, ad esempio, non deve essere tracannata tutta d’un fiato a mo’ di sakè, ma va centellinata nel palato al fine di apprezzarne al meglio le qualità. Prima dell’assaggio, la grappa, deve essere preparata per il servizio. Il primo aspetto da tenere in considerazione è quello della temperatura.

La regola generale, valida per tutti gli alcolici, asserisce che più la temperatura aumenta più la percezione degli aromi e l’acutezza dell’alcool vengono esaltate. Di conseguenza, è fondamentale raggiungere un buon equilibrio, poiché una grappa troppo “calda” risulterebbe pungente al naso. Una troppo “fredda” vedrebbe attenuate le proprietà organolettiche dei suoi aromi. L’uso di un bicchiere adeguato eviterà l’aggressione dell’alcol al naso, consentendo allo stesso tempo di apprezzare i raffinati profumi della grappa. Un buon bicchiere da grappa dovrà essere alto e stretto e dovrà aprirsi leggermente nella sua parte superiore in modo da favorire la percezione dei profumi. L’ideale è il cosiddetto “tulipano” (di modesta dimensione, panciuto e a imboccatura stretta, la cui fisionomia ricorda appunto il fiore simbolo dell’Olanda). Di vetro o cristallo sottile e con capacità intorno ai 100/150 millilitri.

Nel caso di grappe elevate in legno si può scegliere anche un balloon, anch’esso molto panciuto e largo, con un’apertura di poco inferiore alla pancia, la sua conformazione è studiata in funzione degli aromi che la bevanda deve esprimere. Ora è necessario mettere in movimento i sensi, a cominciare dalla vista. Attraverso l’esame del colore ci si può rendere conto della limpidezza e della purezza della grappa.

Quando il distillatore ha proceduto correttamente, la grappa risulterà incolore e limpida, cioè senza alcuna sostanza in sospensione che le darebbe un aspetto lattiginoso e penalizzante. In caso contrario, le eventualità possibili sono tre: invecchiamento della grappa; aggiunta di sostanze aromatizzanti nella bevanda; errori nel processo di produzione della stessa. Nel primo caso, bisogna tenere presente che grappe invecchiate e le riserve hanno il valore aggiunto del colore come risultato del passaggio in legno: la cromatura potrà essere giudicata scarica (se poco intensa) o eccessiva (se, al contrario, risulterà troppo vigorosa), variando dalle nuance del paglierino chiaro a quelle del mogano.La prima regola dell’analisi olfattiva è semplice, ma categorica: non bisogna mai tuffare il naso dentro al calice, perché tale gesto provoca la saturazione da alcol e, di conseguenza, la nostra capacità sensoriale verrebbe anestetizzata.

La grappa va mantenuta leggermente distante dal naso e – dopo aver ruotato leggermente il bicchiere per favorire lo sviluppo degli aromi – va annusata per breve tempo e garbatamente, cercando di percepirne le sfumature senza inspirare in maniera eccessiva. Una grappa giovane presenterà dei chiari sentori di vinaccia fresca o degli accenti floreali e fruttati se è aromatica; una elevata in botte sarà ricca di note speziate di vaniglia, cannella, liquirizia, cacao o addirittura tabacco. Infine concludiamo con il gusto, universalmente considerato l’aspetto più importante all’interno della valutazione di un’acquavite.

La grappa va introdotta in bocca attraverso esigui quantitativi alla volta, che andranno deglutiti lentamente subito dopo aver aspirato una leggera quantità d’aria a denti stretti, cercando di distribuire la grappa su tutta la cavità orale: l’aria introdotta in bocca ossigenerà il liquido favorendo lo sviluppo degli aromi che sarà accentuato anche dal riscaldamento provocato dalla temperatura della bocca.La prima sensazione che si avverte è l’impatto dell’alcool sulla punta della lingua; seguono il gusto dolce, l’acido, l’amaro e le sensazioni tattili che si riassumono nel calore e nell’eventuale astringenza.

Se prevale l’alcool predominerà la sensazione di caldo, se invece emerge l’acidità si otterrà una sensazione di freschezza. In linea di massima, una grappa perfetta avrà sapori puliti, netti e ben equilibrati; tuttavia, non è sempre vero il contrario: una grappa mediocre può anche non presentare sapori cattivi poiché, per risultare disarmonica, è sufficiente un tono dolciastro – solitamente sintomo dell’aggiunta di zucchero – o aspro/amaro, che in un buon prodotto dovrebbe essere scarsamente avvertibile

Autunno-vini-grappe-whisky-rum

SPUNTO TRATTO DAL SITO DI GRAPPA MAROLO

Cantine Fontezoppa

Cantine Fontezoppa

Fontezoppa, vini autoctoni delle Marche.

 

La cantina Fontezoppa è stata per me una grande scoperta, degustata assieme all'amico Michele Mariotti ho deciso di inserirla nei miei scaffali.

 

Vernaccia di serrapetrona docg in versione dolce e secca, Joco doc (pecorino 100%), Jajà igt (passerina 100%), Ribona doc (Maceratino 100%) , Frapiccì igt (Pinot Nero80% - Vernaccia Nera 20% ), Pepato  doc ( Vernaccia Nera 100%) e Carapeto igt ( Cabernet Sauvignon 100%) sono le etichette che ho sceltro della cantina Fontezoppa.

Le puoi trovare nel nostro Shop

Siamo a Civitanova Marche,

Fontezoppa è il nome di un’antica fonte d’acqua che sgorgava laddove oggi si rincorrono i filari delle vigne.

Tutto nelle Marche ha un nome, valli, fossati, campi e vicoli; segno del passaggio dell’uomo e di un intenso rapporto con la terra. Proprio dalla terra occorre partire per raccontare la storia delle Cantine Fontezoppa.

Una varietà di vitigni consegnata a mani esperte e tecniche antiche incontra qui la generosità del terreno e la bontà dell’aria. Ne risulta un vino dalla forte personalità, prodotto tra colline verdi che guardano ora al mare, ora ai monti.

A Civitanova Alta e a Serrapetrona si è trovato il giusto equilibrio tra condizioni climatiche e ricchezza del terreno, è quindi nello spazio compreso tra il Mare Adriatico e i Monti Azzurri che le Cantine Fontezoppa coltivano e maturano i loro vini migliori.

I luoghi non possono mai fare a meno della storia e così questa terra è stata scelta per il carico di tradizione, di passione, di sapienza che la contraddistingue.

Quella del vino è un’arte antica, che richiede conoscenze e tecniche consolidate, esige tempo e cura. Sangiovese, Merlot, Cabernet, ma anche Maceratino (Ribona), Incrocio Bruni, Pecorino, Passerina sono i vitigni impiantati intorno a Civitanova Alta, sotto l’influsso benefico del mare.

Vernaccia Secca Spumante

Vernaccia Dolce Spumante

Pepato

Frapiccì

Ribona

Jòco

Jajà

Carapetto

Tratto dal sito ufficiale della cantina FONTEZOPPA

Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG

Parliamo di Birra

Oggi parliamo di birra, prendo spunto dal blog di un caro amico Antonio lavetrinadiantonio 

Vediamo assieme i vari tipi di birra prodotti: Lager, Lager Premium, Marzen, Munchner, Export, Pils, Abbazia, Trappista, Doppio Malto, Ale, Scotch Ale, Stout, Blanche, Lambic, Weizen…

Ognuno di noi ha la sua preferita, Perfectdraft è davvero una spillatrice che tiene il prodotto fresco e piacevole dall’inizio alla fine del fusto.

Lowenbrau-Original  in fusto da 6 Litri, E’ una birra di puro malto d’orzo. La chiara di Monaco, una delle birre che ha reso questo stile famoso nel mondo, si caratterizza per le dolci note di malto equilibrate dal sapiente uso del luppolo che la rendono un prodotto particolarmente rinfrescante.
Ideale con specialità bavaresi.

Leffe Bionda in fusto da 6 Litri, è un’autentica birra d’abbazia, dal gusto dolce e al contempo leggermente amaro, che si può assaporare in ogni momento della giornata.

Leffe Rouge in fusto da 6 Litri, tipica belga dal colore ambrato, presenta una schiuma corposa e persistente. Ad alta fermentazione e con grado alcolico 6,6%

Leffe Ambree in fusto da 6 Litri, è un piacere infinito che risveglierà le tue papille gustative e delizierà i grandi amanti di Leffe. Ancora una volta, la famosa abbazia ci sorprende con questa squisita birra con note maltate e fruttate.

Franziskaner Weissbier in fusto da 6 Litri, è una birra che va bene anche con piatti di pesce delicato, meglio se alla griglia. Va benissimo anche da bere con patatine fritte o durante una chiacchierata tra amici. Temperatura di servizio:6-8 gradi.

Stella Artois in fusto da 6 Litri, il suo sapore fresco e piacevolmente amaro fa di Stella Artois una birra diversa da tutte le Premium Lager. Merito del suo metodo di produzione, che unisce all’acqua e al malto d’orzo alcuni ingredienti speciali: il luppolo Saaz, il lievito originale Stella Artois e l’aggiunta di grano non tostato, che migliora notevolmente la tenuta della schiuma.

La birra Hoegaarden in fusto da 6 Litri, è considerata la regina delle birre bianche (blanche/wit), termine che, mai come in questa birra, sembra calzare bene: si tratta infatti di una birra estremamente chiara. Un altro elemento inconfondibile è la schiuma: bianca, spumosa, persistente e profumata di scorze d’arancia. Il gusto è quello fresco e acidulo del frumento non maltato belga, con un leggero fondo di miele e lievito; il retrogusto lieve ma persistente è chiaramente di succo di limone.

Becks in fusto da 6 Litri,  pilsner da 5,0% 

La Jupiler in fusto da 6 Litri, è una birra chiara a bassa fermentazione.

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Cambiano le nostre abitudini e anche il noi qui in negozio aggiungiamo servizi, se vuoi possiamo mettere a “in fresca” il Tuo vino, basta una telefonata ci indichi l’etichetta che vuoi portarti a casa e noi la mettiamo in frigo!

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