di Matteo Astolfi | 14 Ott, 2020 | News
Quando arriva l’ autunno: vini grappe whisky rum ci tornano in mente, al calduccio della propria abitazione sorseggiare un alcolico o superalcolico è un piacere!
Ecco quindi il dilemma: vino da meditazione? Grappa bianca o barricata? Un buon whisky torbato? Un rum?
Ad ognuno il suo! Tra i prodotti che apprezzo di più sicuramente Most con le varie acquavite d’uva sta ai primi posti, apprezzo molto anche le grappe della Distilleria Marzadro.
Degustare la grappa non significa semplicemente deglutire una bevanda alcolica: si tratta di compiere un piccolo grande rito fatto di lentezza, godimento e ricerca di sensazioni positive.Per rendere quest’esperienza ancora più piacevole e memorabile, bisogna rispettare alcune semplici regole di degustazione: la grappa, ad esempio, non deve essere tracannata tutta d’un fiato a mo’ di sakè, ma va centellinata nel palato al fine di apprezzarne al meglio le qualità. Prima dell’assaggio, la grappa, deve essere preparata per il servizio. Il primo aspetto da tenere in considerazione è quello della temperatura.
La regola generale, valida per tutti gli alcolici, asserisce che più la temperatura aumenta più la percezione degli aromi e l’acutezza dell’alcool vengono esaltate. Di conseguenza, è fondamentale raggiungere un buon equilibrio, poiché una grappa troppo “calda” risulterebbe pungente al naso. Una troppo “fredda” vedrebbe attenuate le proprietà organolettiche dei suoi aromi. L’uso di un bicchiere adeguato eviterà l’aggressione dell’alcol al naso, consentendo allo stesso tempo di apprezzare i raffinati profumi della grappa. Un buon bicchiere da grappa dovrà essere alto e stretto e dovrà aprirsi leggermente nella sua parte superiore in modo da favorire la percezione dei profumi. L’ideale è il cosiddetto “tulipano” (di modesta dimensione, panciuto e a imboccatura stretta, la cui fisionomia ricorda appunto il fiore simbolo dell’Olanda). Di vetro o cristallo sottile e con capacità intorno ai 100/150 millilitri.
Nel caso di grappe elevate in legno si può scegliere anche un balloon, anch’esso molto panciuto e largo, con un’apertura di poco inferiore alla pancia, la sua conformazione è studiata in funzione degli aromi che la bevanda deve esprimere. Ora è necessario mettere in movimento i sensi, a cominciare dalla vista. Attraverso l’esame del colore ci si può rendere conto della limpidezza e della purezza della grappa.
Quando il distillatore ha proceduto correttamente, la grappa risulterà incolore e limpida, cioè senza alcuna sostanza in sospensione che le darebbe un aspetto lattiginoso e penalizzante. In caso contrario, le eventualità possibili sono tre: invecchiamento della grappa; aggiunta di sostanze aromatizzanti nella bevanda; errori nel processo di produzione della stessa. Nel primo caso, bisogna tenere presente che grappe invecchiate e le riserve hanno il valore aggiunto del colore come risultato del passaggio in legno: la cromatura potrà essere giudicata scarica (se poco intensa) o eccessiva (se, al contrario, risulterà troppo vigorosa), variando dalle nuance del paglierino chiaro a quelle del mogano.La prima regola dell’analisi olfattiva è semplice, ma categorica: non bisogna mai tuffare il naso dentro al calice, perché tale gesto provoca la saturazione da alcol e, di conseguenza, la nostra capacità sensoriale verrebbe anestetizzata.
La grappa va mantenuta leggermente distante dal naso e – dopo aver ruotato leggermente il bicchiere per favorire lo sviluppo degli aromi – va annusata per breve tempo e garbatamente, cercando di percepirne le sfumature senza inspirare in maniera eccessiva. Una grappa giovane presenterà dei chiari sentori di vinaccia fresca o degli accenti floreali e fruttati se è aromatica; una elevata in botte sarà ricca di note speziate di vaniglia, cannella, liquirizia, cacao o addirittura tabacco. Infine concludiamo con il gusto, universalmente considerato l’aspetto più importante all’interno della valutazione di un’acquavite.
La grappa va introdotta in bocca attraverso esigui quantitativi alla volta, che andranno deglutiti lentamente subito dopo aver aspirato una leggera quantità d’aria a denti stretti, cercando di distribuire la grappa su tutta la cavità orale: l’aria introdotta in bocca ossigenerà il liquido favorendo lo sviluppo degli aromi che sarà accentuato anche dal riscaldamento provocato dalla temperatura della bocca.La prima sensazione che si avverte è l’impatto dell’alcool sulla punta della lingua; seguono il gusto dolce, l’acido, l’amaro e le sensazioni tattili che si riassumono nel calore e nell’eventuale astringenza.
Se prevale l’alcool predominerà la sensazione di caldo, se invece emerge l’acidità si otterrà una sensazione di freschezza. In linea di massima, una grappa perfetta avrà sapori puliti, netti e ben equilibrati; tuttavia, non è sempre vero il contrario: una grappa mediocre può anche non presentare sapori cattivi poiché, per risultare disarmonica, è sufficiente un tono dolciastro – solitamente sintomo dell’aggiunta di zucchero – o aspro/amaro, che in un buon prodotto dovrebbe essere scarsamente avvertibile

SPUNTO TRATTO DAL SITO DI GRAPPA MAROLO
di Matteo Astolfi | 22 Lug, 2020 | Il mondo del Vino, News
Fontezoppa, vini autoctoni delle Marche.
La cantina Fontezoppa è stata per me una grande scoperta, degustata assieme all'amico Michele Mariotti ho deciso di inserirla nei miei scaffali.
Vernaccia di serrapetrona docg in versione dolce e secca, Joco doc (pecorino 100%), Jajà igt (passerina 100%), Ribona doc (Maceratino 100%) , Frapiccì igt (Pinot Nero80% - Vernaccia Nera 20% ), Pepato doc ( Vernaccia Nera 100%) e Carapeto igt ( Cabernet Sauvignon 100%) sono le etichette che ho sceltro della cantina Fontezoppa.
Le puoi trovare nel nostro Shop
Siamo a Civitanova Marche,
Fontezoppa è il nome di un’antica fonte d’acqua che sgorgava laddove oggi si rincorrono i filari delle vigne.
Tutto nelle Marche ha un nome, valli, fossati, campi e vicoli; segno del passaggio dell’uomo e di un intenso rapporto con la terra. Proprio dalla terra occorre partire per raccontare la storia delle Cantine Fontezoppa.
Una varietà di vitigni consegnata a mani esperte e tecniche antiche incontra qui la generosità del terreno e la bontà dell’aria. Ne risulta un vino dalla forte personalità, prodotto tra colline verdi che guardano ora al mare, ora ai monti.
A Civitanova Alta e a Serrapetrona si è trovato il giusto equilibrio tra condizioni climatiche e ricchezza del terreno, è quindi nello spazio compreso tra il Mare Adriatico e i Monti Azzurri che le Cantine Fontezoppa coltivano e maturano i loro vini migliori.
I luoghi non possono mai fare a meno della storia e così questa terra è stata scelta per il carico di tradizione, di passione, di sapienza che la contraddistingue.
Quella del vino è un’arte antica, che richiede conoscenze e tecniche consolidate, esige tempo e cura. Sangiovese, Merlot, Cabernet, ma anche Maceratino (Ribona), Incrocio Bruni, Pecorino, Passerina sono i vitigni impiantati intorno a Civitanova Alta, sotto l’influsso benefico del mare.
Vernaccia Secca Spumante
Vernaccia Dolce Spumante
Pepato
Frapiccì
Ribona
Jòco
Jajà
Carapetto
Tratto dal sito ufficiale della cantina FONTEZOPPA
Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG
di Matteo Astolfi | 25 Mag, 2020 | News
Oggi parliamo di birra, prendo spunto dal blog di un caro amico Antonio lavetrinadiantonio
Vediamo assieme i vari tipi di birra prodotti: Lager, Lager Premium, Marzen, Munchner, Export, Pils, Abbazia, Trappista, Doppio Malto, Ale, Scotch Ale, Stout, Blanche, Lambic, Weizen…
Ognuno di noi ha la sua preferita, Perfectdraft è davvero una spillatrice che tiene il prodotto fresco e piacevole dall’inizio alla fine del fusto.
Lowenbrau-Original in fusto da 6 Litri, E’ una birra di puro malto d’orzo. La chiara di Monaco, una delle birre che ha reso questo stile famoso nel mondo, si caratterizza per le dolci note di malto equilibrate dal sapiente uso del luppolo che la rendono un prodotto particolarmente rinfrescante.
Ideale con specialità bavaresi.
Leffe Bionda in fusto da 6 Litri, è un’autentica birra d’abbazia, dal gusto dolce e al contempo leggermente amaro, che si può assaporare in ogni momento della giornata.
Leffe Rouge in fusto da 6 Litri, tipica belga dal colore ambrato, presenta una schiuma corposa e persistente. Ad alta fermentazione e con grado alcolico 6,6%
Leffe Ambree in fusto da 6 Litri, è un piacere infinito che risveglierà le tue papille gustative e delizierà i grandi amanti di Leffe. Ancora una volta, la famosa abbazia ci sorprende con questa squisita birra con note maltate e fruttate.
Franziskaner Weissbier in fusto da 6 Litri, è una birra che va bene anche con piatti di pesce delicato, meglio se alla griglia. Va benissimo anche da bere con patatine fritte o durante una chiacchierata tra amici. Temperatura di servizio:6-8 gradi.
Stella Artois in fusto da 6 Litri, il suo sapore fresco e piacevolmente amaro fa di Stella Artois una birra diversa da tutte le Premium Lager. Merito del suo metodo di produzione, che unisce all’acqua e al malto d’orzo alcuni ingredienti speciali: il luppolo Saaz, il lievito originale Stella Artois e l’aggiunta di grano non tostato, che migliora notevolmente la tenuta della schiuma.
La birra Hoegaarden in fusto da 6 Litri, è considerata la regina delle birre bianche (blanche/wit), termine che, mai come in questa birra, sembra calzare bene: si tratta infatti di una birra estremamente chiara. Un altro elemento inconfondibile è la schiuma: bianca, spumosa, persistente e profumata di scorze d’arancia. Il gusto è quello fresco e acidulo del frumento non maltato belga, con un leggero fondo di miele e lievito; il retrogusto lieve ma persistente è chiaramente di succo di limone.
Becks in fusto da 6 Litri, pilsner da 5,0%
La Jupiler in fusto da 6 Litri, è una birra chiara a bassa fermentazione.
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di Matteo Astolfi | 16 Mag, 2020 | News
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Cambiano le nostre abitudini e anche il noi qui in negozio aggiungiamo servizi, se vuoi possiamo mettere a “in fresca” il Tuo vino, basta una telefonata ci indichi l’etichetta che vuoi portarti a casa e noi la mettiamo in frigo!
I nostri vini sfusi Rossi fermi: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Refosco, Pinot Nero, Malbech, Raboso
I nostri vini Bianchi fermi: Glera, Terre Bianche, Custoza, Tamburino, Veruzzo, Traminer Aromatico, Malvasia
I nostri Vini frizzanti: Gaio, rabosetto, rabosello, raggio verde, rosso mantovano
I nostri bag in Box: Merlot, Cabernet franc, refosco dal peduncolo rosso, sottobosco, fantasie d’autunno, chardonnay, pinot bianco, verduzzo, treminer friulano,
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di Matteo Astolfi | 1 Feb, 2020 | Il mondo del Vino
PERCHÉ LE BOTTIGLIE DI VINO PIÙ DIFFUSE SONO DA 0.75 L
In primis si pensa che gli antichi soffiatori riuscissero a soffiare una bottiglia di questa dimensione con un unico soffio.
Secondo ma ugualmente importante è l’unità di misura inglese cioè il gallone, nei tempi passati una cassa di vino conteneva 2 galloni che equivalgono a 9 litri, una cassa quindi conteneva 12 bottiglie. 9 litri diviso 12 bottiglie risulta 0,75l.
Ecco svelato perchè le bottiglie di vino sono da o.75 l
Distilleria Marzadro Nelle Aziende di grappa si usa la bottiglia da 0,70.
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