Regole base della degustazione

Regole base della degustazione

L’arte del calice: le regole base della degustazione del vino

Quando ci versiamo un bicchiere di vino, il vero protagonista non siamo noi, ma il nettare che riempie il calice. Avvicinarsi alla degustazione richiede innanzitutto massimo rispetto per chi ha prodotto quel vino: dimentichiamoci dei giudizi dei grandi critici o delle etichette blasonate e impariamo a fidarci unicamente delle nostre sensazioni e delle nostre emozioni.

Non servono doti sovrannaturali o master da sommelier professionisti, ma bastano poche e chiare regole per entrare in sintonia con ciò che beviamo, coinvolgendo tutti i nostri sensi:

  1. Il colore del vino (gli occhi)

  2. Il profumo (il naso)

  3. Il sapore (la bocca)

  4. La personalità e lo stile (la testa)

  5. L’emozione (il cuore)

Scopriamo insieme come metterle in pratica sorso dopo sorso.

1. La Vista: Colore, trasparenza e consistenza

I nostri occhi sono i primi a ricevere informazioni dal vino. Osservarne la tonalità e la trasparenza ci svela subito indizi preziosi sul vitigno d’origine o su un invecchiamento più o meno prolungato. Se invece ci troviamo di fronte a un calice di bollicine, l’attenzione si sposta sul perlage: valutare la vivacità e la finezza della “catenella” di bollicine ci offre indicazioni immediate sulla persistenza e sulla qualità dello spumante.

2. L’Olfatto: Il viaggio tra i profumi

Mettete il naso nel bicchiere e fate un respiro profondo per catturare ogni sfumatura aromatica. È il momento in cui il vino comincia a raccontarsi, svelando note floreali, fruttate o speziate prima ancora di essere assaggiato.

3. Il Gusto: Riconoscere sapori e consistenze

Finalmente il vino incontra il palato. Qui impariamo a riconoscere i richiami alla frutta, ai fiori, oppure note più complesse come la tostatura e le spezie, senza dimenticare di valutare la sapidità e la struttura dei tannini.

4. La Testa: Identificare stile e personalità

Ogni bottiglia ha un’anima propria. Lo stile e la personalità di un vino non dipendono solo dal territorio di provenienza, ma portano con sé la mano e la filosofia del produttore. È grazie a questo insieme di fattori che, con il tempo, ricorderemo il singolo vino e la sua unicità, ben oltre il nome del vitigno.

5. Il Cuore: Che cos’è davvero un buon vino?

Alla fine della fiera, qual è il vino migliore in assoluto? La risposta è semplice: il vino buono è quello che ci piace. È l’emozione che ci lascia dentro, quel irrefrenabile desiderio di berne un altro bicchiere e il piacere autentico di volerlo condividere con gli amici.

Seguire queste semplici regole non serve a fare i puristi, ma ad aprire la porta a un piacere più consapevole. Alla fine, il vino migliore è sempre quello capace di emozionarci.

ispirato da “il codice gardini”  Presentazione Codice Gardini
Scopri il Prosecco DOC

 

Crémant de Bourgogne Veuve Ambal

Crémant de Bourgogne Veuve Ambal

Crémant de Bourgogne Veuve Ambal: quattro etichette che raccontano la Borgogna

Il Crémant de Bourgogne (Negozio) cresce in popolarità. Veuve Ambal è tra le maison più premiate della categoria.

Fondata nel 1898, la maison produce spumanti metodo classico in Borgogna. I suoi Crémant affinano almeno 18 mesi sui lieviti. Questo processo sviluppa bollicine fini e aromi complessi.

Alla Botega del Vin abbiamo selezionato quattro etichette rappresentative. Ogni bottiglia mostra uno stile preciso e riconoscibile.

La selezione

Abbiamo scelto quattro cuvée differenti. Ogni vino valorizza un momento specifico.

Etichetta

Stile Caratteristiche principali Ideale con
Blanc de Blancs Brut Fresco e minerale Agrumi, fiori bianchi, tensione Ostriche, tartare, aperitivo
Grande Cuvée Rosé Brut Fruttato e floreale Frutti rossi, eleganza, equilibrio Salumi, carni bianche
Grande Cuvée Brut Classico e cremoso Agrumi, lieviti, pasticceria Sushi, pesce, aperitivi
Origine Brut Nature Secco e verticale Nessun dosaggio, mineralità pura Crudi di mare, cucina contemporanea

Perché il Crémant de Bourgogne è sempre più richiesto?

Il Crémant offre qualità elevata e grande bevibilità. In molti casi, costa meno dello Champagne. Secondo i dati del settore francese, il Crémant rappresenta una delle categorie sparkling più dinamiche degli ultimi anni. La Borgogna produce alcune delle versioni più eleganti grazie ai terreni calcarei e al metodo classico tradizionale. Veuve Ambal utilizza raccolta manuale e lunga sosta sui lieviti. Le bottiglie maturano a temperatura costante nelle cantine storiche. La maison lavora vitigni tipici borgognoni. Chardonnay e Pinot Noir dominano gli assemblaggi. Sono presenti anche Aligoté e Gamay. Queste uve aumentano freschezza e bevibilità.

Il Crémant de Bourgogne – Blanc de Blancs Brut

È il più fresco della selezione. Punta su agrumi, mineralità e precisione. Il Blanc de Blancs Brut unisce Chardonnay e Aligoté. Le vigne crescono su terreni argilloso-calcarei. L’affinamento dura almeno 18 mesi sui lieviti.

Gli aromi

Il naso richiama fiori bianchi e lime. Il finale ricorda agrumi e frutta secca.

In degustazione emergono:

  • lime
  • pompelmo
  • fiori bianchi
  • note minerali
  • accenni di mandorla

Con quali piatti abbinarlo?

Funziona molto bene con piatti delicati. La freschezza pulisce il palato rapidamente.

Abbinamenti consigliati:

  • ostriche
  • carpaccio di capasanta
  • salmone crudo
  • sushi
  • formaggi freschi

Il Blanc de Blancs privilegia eleganza e tensione. È ideale per aperitivi raffinati. Molti appassionati associano questo stile ai grandi sparkling francesi. Anche online, gli utenti descrivono questa cuvée come “easy to drink” e molto versatile.

Il Grande Cuvée Rosé Brut

È il più conviviale della gamma. Equilibra frutto, morbidezza e freschezza. La cuvée rosé mostra profumi di frutti rossi e fiori. Le bollicine restano fini e persistenti.

Le caratteristiche

Il colore tende al rosa brillante. Il profilo aromatico resta immediato e pulito.

Nel bicchiere emergono:

  • fragoline
  • ribes
  • rosa
  • piccoli frutti rossi
  • note floreali

Con quali piatti si abbina?

Accompagna piatti semplici e conviviali. Funziona bene anche a tutto pasto. Abbinamenti consigliati:

  • salumi
  • roast beef
  • tonno scottato
  • pollo arrosto
  • finger food

Il Grande Cuvée Brut

È il Crémant più classico della selezione. Unisce cremosità, freschezza e note di lievito. L’assemblaggio comprende Chardonnay, Pinot Noir, Gamay e Aligoté. Le uve provengono da vigne di circa 25 anni.

Il profilo aromatico è ampio e gastronomico. Ricorda agrumi, fiori e pasticceria.

Tra le note più evidenti:

  • mela verde
  • limone
  • brioche
  • lievito
  • fiori bianchi

È estremamente versatile. Funziona bene dall’aperitivo fino al pesce. Abbinamenti consigliati:

  • ostriche
  • sushi
  • pesce bianco
  • carni bianche
  • formaggi morbidi

Origine Brut Nature

Origine Brut Nature è la versione più secca. Non contiene zuccheri aggiunti dopo il dégorgement. Il termine “Brut Nature” indica un dosaggio minimo o assente. Questo stile esalta acidità, precisione e carattere minerale.

Quali piatti richiede?

Predilige cucina pulita e precisa. I sapori delicati vengono valorizzati meglio.

Abbinamenti ideali:

  • ostriche
  • crudi di mare
  • ceviche
  • sashimi
  • cucina vegetariana

Come viene prodotto un Crémant Veuve Ambal?

La produzione segue il metodo classico. È lo stesso principio produttivo dello Champagne.

Quali sono le fasi principali?

La rifermentazione avviene in bottiglia. I lieviti creano anidride carbonica naturale.

Le fasi principali:

  1. raccolta manuale
  2. pressatura soffice
  3. fermentazione
  4. affinamento sui lieviti
  5. remuage
  6. dégorgement

Veuve Ambal utilizza affinamenti prolungati. Le bottiglie riposano almeno 18 mesi.

Quanto va servito il Crémant?

La temperatura ideale è 7-8°C. Questo valore preserva freschezza e bollicina.

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Degusta in Botega una serie di incontri enogastronomici a Lendinara

Degusta in Botega una serie di incontri enogastronomici a Lendinara

La Botega del Vin vi aspetta con una serie di degustazioni imperdibili!
Con il “Degusta in Botega”, ogni mese è un’occasione unica per sperimentare a Lendinara le eccellenze del settore enologico e non solo!

Ad un anno dalla prima edizione del format di degustazioni guidate abbiamo raccolto in un incontro mensile una partecipazione e interesse positivo.

Grazie a una ventina di precedenti edizioni di successo, contiamo già più di 300 partecipanti entusiasti. Il divertimento e le risate sono garantite.

Calendario eventi 2023 Degusta in Botega

Non staremo sempre tra le mura della nostra Botega, dopo il successo delle “Degusta FUORI Botega” dello scorso anno, in collaborazione con il Bacareto e il Bar Pioppa, vi accompagneremo ancora per le attività di Lendinara, alla scoperta di altre prelibatezze.

Gli incontri seguono tutte la stessa scaletta dalle 18 alle 21, accogliamo i partecipanti che prenderanno parte ad un’analisi sensoriale dei prodotti in degustazione.

Oltre al piacere che solo l’esperienza diretta può dare, la presenza di un esperto renderà ogni incontro un’opportunità unica per imparare e a fare proprio qualcosa di questo settore affascinante, sempre all’insegna del confronto e della condivisione.

Accompagniamo appassionati e curiosi a scoprire ed innamorarsi dei prodotti enogastronomici del nostro Paese e non solo.

Ciascuna degustazione è curata nei minimi dettagli e arricchita dagli accompagnamenti più adatti: dai salumi e formaggi al cioccolato, per stimolare anche gli appassionati più esigenti e curiosi.

Tra vini, birre e distillati, ogni incontro è una scoperta, ospitando aziende del territorio e produttori di fama internazionale.
I percorsi enogastronomici vi porteranno a conoscere una serie di prodotti, che saranno tutti poi disponibili a La Botega del Vin, per cui non abbiate paura di innamorarvene.

Non perdetevi i prossimi appuntamenti:
• lunedì 15 maggio, degustazione champagne (Champagne Jacquart Mosaïque Brut, Champagne Jacquart Mosaïque Signature 5 years age, Champagne Jacquart Mosaïque Rosé, Jean Michel Carte Blanche Brut, Jean Michel Carte Blanche Extra Brut)
• lunedì 29 maggio, degustazione vini rosati

Non c’è modo migliore per iniziare la settimana!

Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG

Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG

In questi giorni abbiamo arricchito la nostra frigo vetrina con gli spumanti della cantina Col Vetoraz Valdobbiadene DOCG.

Extra Brut Ø – Extra Brut Cuvée 5 – Extra Dry Cuvée 13 – Dry Millesimato

col vetoraz millesimatoImmancabile il Valdobbiadene Millesimato Dry , un vino elegante, intenso, fruttato con note floreali, nel formato classico da 0,75l e in versione magnum da 1,5l.

Extra dry cuvee 13Nuovo arrivo è il Valdobbiadene Extra Dry Cuvée 13 ottenuto dalla selezione di 13 vigne, è un Valdobbiadene DOCG Extra Dry, con residuo zuccherino di 13g/l, che però nel contempo mantiene linee asciutte, ottimo aperitivo, ideale per accompagnare primi piatti di pesce o di verdura.

Extra Brut Cuvee 5Incuriosisce il Valdobbiadene Extra Brut Cuvée 5 ottenuto dalla selezione di 5 vigne. È un Valdobbiadene DOCG Extra Brut, con un residuo zuccherino di 5g/l, che nonostante ciò riesce ugualmente a conservare espressioni rotonde.

Extra brut 0Dal 2012 al termine di un progetto ambizioso, nasce come sfida la prima bottiglia senza zuccheri residui della DOCG il  Valdobbiadene Extra Brut Ø che proviene dalle colline più favorevolmente esposte della vocata zona di Valdobbiadene è un vino assolutamente secco, ma ugualmente vellutato e rotondo, fruttato e floreale, è un ottimo aperitivo, perfetto per accompagnare conchiglie e crostacei.

All’interno delle confezioni di bottiglie troviamo la breve precisazione che vi riporto per spiegare perché Col Vetoraz  solo “Valdobbiadene docg”:

Le colline che si estendono tra Valdobbiadene e Conegliano, da più di ottocento anni ospitano la coltivazione della vite.

La storia di un vino, soprattutto se di origine antica, è intimamente legata non solo alla terra che lo produce, ma anche agli uomini e alle donne che con esso sono cresciuti. Terra, clima, vino usi, costumi tradizioni: questo, nel suo insieme, è il vero significato di “terroir”.

Le colline di Valdobbiadene e Conegliano sono state aggraziate dal lavoro modellante dell’uomo, che nel corso dei secoli ha saputo disegnare la tessitura di un paesaggio incantato. Sono colline dall’aspetto leggiadro da cui si ottengono vini gentili.

Una storia secolare che improvvisamente nel 2009, ha ricevuto uno scossone. Per una scelta esclusivamente di politica economica, prosecco non è più la vite che da ottocento anni ha trovato dimora ideale su queste colline, ma è diventata una denominazione estesasu 9 province tra Veneto e Friuli. Territori privi di storia, dove la coltivazione della vite non è tramandata di generazione in generazione dalla sapienza dei vecchi, ma ha assunto una visione principalmente industriale.

Tutto ciò ha generato una situazione caotica, dove la semplice distinzione tra “prosecco” (vino prodotto nei territori creati nel recent 2009) e “prosecco superiore” (vino prodotto nelle colline storiche di Valdobbiadene e Conegliano) non è sufficiente per trasmettere una precisa identità.

Oggi la parola prosecco è diventata generalizzante, con il rischio reale di banalizzare e cancellare la secolare storia e vocazione delle colline di Valdobbiadene e Conegliano. Per questo riteniamo che sia fondamentale iniziare una comunicazione diversa, dove l’identità territoriale sia fortemente presente e non confondibile.

Col Vetoraz, dalla vendemmia 2017 ha deciso di togliere la parola prosecco da tutte le etichette e da tutta la comunicazione, utilizzando solo la denominazione “Valdobbiadene docg”, essendo questa l’unica e vera identità territoriale.

Io personalmente appoggio questa decisione!

Vuoi acquistare il Col Vetoraz vai allo Shop

Link consigliati:

Pizza e prosecco

E’ arrivato il prosecco Val d’Oca

 

2° incontro Shopping Experience

2° incontro Shopping Experience

Nella mattinata di giovedì 12 settembre è avvenuto il 2° incontro della Shopping Experience c/o La Botega del Vin a Lendinara.

Nell’incontro è stato usato lo strumento del Customer Experience Canvas. Una mappa che enuclea le singole fasi dell’esperienza d’acquisto e che per ognuna di esse aiuta a evidenziare e ordinare varie situazioni, le criticità ed gli ostacoli per investire su una proposta di valore.

Nell’ottica di migliorare il processo di vendita interno allo store.


Il Canvas é stato costruito dai partecipanti, sono state coinvolte alcune persone che hanno visitato lo store ed una di esse ha dato disponibilità per una foto con i partecipanti.

In allegato la foto con il Canvas work in progress per la rendicontazione degli step del progetto.


I partecipanti sono stati avvisati che il 19 avverrà l’incontro finale con Lorenza Minzoni.

 

Articolo tratto da Sive Formazione
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